TELEPATHY: IL PRIMO CHIP DI NEURALINK IMPIANTATO IN UN CERVELLO UMANO

Un impianto con 64 fili, 1024 elettrodi e una batteria wireless. Il primo prodotto dell’azienda statunitense Neuralink, co-fondata da Elon Musk, si chiama “Telepathy” e promette di connettere il cervello umano alle macchine e di aiutare le persone in condizioni neurologiche difficili.

L’ambizione è infatti quella di potenziare le capacità umane, curare disturbi neurologici come la SLA o il Parkinson e forse un giorno realizzare una relazione simbiotica tra uomo e intelligenza artificiale.

Come funziona il chip

Il funzionamento del chip di Neuralink si basa su un sensore, chiamato “N1 Sensor”, costituito da migliaia di elettrodi microscopici in grado di registrare l’attività neuronale nel cervello. L’impianto è sigillato ermeticamente all’interno di un rivestimento biocompatibile che, come afferma l’azienda, “resiste a condizioni fisiologiche che sono molte volte più rigide di quelle del corpo umano“. Poiché è un dispositivo wireless necessita di una batteria: questa è integrata e viene ricaricata dall’esterno.

L’impianto include tutti i componenti e i sensori che servono a rilevare l’attività del cervello, a “tradurla” e ad inviarla ad un’applicazione che è parte del dispositivo, chiamata “Link”, che si occupa poi di decodificarla e trasformarla in azioni, come muovere il cursore su uno schermo o digitare una tastiera virtuale.

L’attività del cervello viene monitorata e registrata da 1.024 elettrodi che sono distribuiti su 64 piccoli fili, molto sottili e flessibili.

Proprio lo spessore minimo dei fili implica che questi non possono essere maneggiati da una persona: per questo Neuralink ha realizzato un robot chirurgo, che inserisce i fili con estrema precisione. Il robot riesce a evitare i vasi sanguini, così da non causare infiammazioni, e sfrutta una configurazione composta da cinque telecamere e un sistema di tomografia ottica a coerenza di fase.

Si tratta di un metodo per analizzare nel dettaglio e in profondità i tessuti, sfruttando due laser e la loro interferenza: questa permette di calcolare la profondità e l’ampiezza delle strutture che compongono il tessuto.

Gli usi possibili e le principali criticità

Le applicazioni del chip di Neuralink sono ampie e potenzialmente rivoluzionarie. Tra queste, come già detto: la cura delle malattie neurologiche, il potenziamento cognitivo per migliorare la memoria o l’apprendimento e nel lungo termine anche l’integrazione con l’Intelligenza Artificiale.

Tuttavia, la comunità scientifica richiede cautela poiché al momento si sa solo che il paziente si sta riprendendo bene e che i contatti tra microelettrodi e neuroni sono funzionanti. Le prossime settimane saranno dunque determinanti per comprendere se e quanto questo tipo di approccio potrà dare le risposte paventate.

Inoltre, si dovrà verificare quante volte il comando inviato dal paziente viene interpretato in modo corretto dal dispositivo e quanti errori e di quale portata esso compie. Si dovrà, inoltre, valutare il rischio di interferenze con le onde elettromagnetiche emesse da comuni apparecchiature che riempiono oggi l’ambiente di una casa e verificare se la presenza di microelettrodi inseriti nella corteccia cerebrale induca un’irritazione dei neuroni, con relativo aumento del rischio di epilessia.

In conclusione, la sperimentazione clinica sull’uomo del chip di Neuralink rappresenta solo una tappa nel suo percorso verso la commercializzazione come dispositivo medico.

Infatti, le aziende produttrici di dispositivi medici dovranno sottoporsi a diversi cicli di raccolta dati e test di sicurezza prima di ottenere l’approvazione finale da parte delle Autorità Competenti.

A chi rivolgersi per avere supporto?

Biochem Consulting,  dispone di un’apposita unità dedicata alla sperimentazione clinica  di dispositivi medici e può supportare le aziende nell’ottenimento di evidenze scientifiche necessarie ad assicurare un elevato profilo di sicurezza dei DM innovativi, nell’effettuare una corretta valutazione e classificazione dei software come dispositivi medici (Software as Medical Device), nella preparazione di Report di validazione dell’usabilità del prodotto e nell’adempimento di tutti i requisiti richiesti dai Regolamenti MDR (UE) 2017/745 e IVDR (UE) 2017/746.

Per maggiori informazioni, chiamaci al numero 081.1820.8870, saremo lieti di aiutarti.

www.biochem.it   info@biochem.it